Produzione e distribuzione

Ciò che rende questo prodotto tanto “speciale” sono gli ingredienti, semplici e naturali (impasto: miscela di farina particolare, con la sola aggiunta di acqua, sale e lievito naturale). Ancora gli stessi di quando il pane si faceva in casa; ogni famiglia per il proprio fabbisogno, con il forno casalingo o con quello della famiglia vicina, con i “fascetti” raccolti nella macchia di bosco che incornicia Lariano. C’è chi aggiunge a questi fattori, che lo rendono tipico, anche altri, per così dire più “romantici” e tipici dell’ambiente autoctono: l’aria e l’acqua mentre l’aroma tipico è dato dalla cottura in forno, con legna di castagno.

Il “pane di Lariano” ha una distribuzione che copre tutta Roma, la Provincia capitolina e buona parte dell’intera Regione, ma non è difficile trovare la produzione di un pane “tipo Lariano” anche nelle zone confinanti il Lazio, dove si è spinta la popolarità di questo eccellente prodotto.

Ovviamente la capacità produttiva dei panificatori larianesi non riesce a coprire l’intera richiesta di pane, per questo spesso nei supermercati si vende il cosiddetto “Pane tipo Lariano”. Il problema principale però, per la rinomanza del pane e per il danno che esso produce ai panificatori larianesi, risiede nel fatto che non sempre questo genere di pane viene segnalato e venduto come “tipo Lariano”. Molto più spesso viene venduto agli ignari acquirenti come l’autentico e tipico pane di Lariano. Questo sottotipo di pane produce un effetto negativo sugli introiti larianesi, ma, d’altra parte, contribuisce ad aumentare la notorietà del prodotto, anche se può succedere che viene così percepito come un prodotto di qualità nettamente inferiore rispetto all’originario.

Un’altra questione annosa, collegata al pane, è la realtà della produzione abusiva, un vera sfida per le autorità di controllo. Infatti, come è facilmente intuibile, da sempre il pane viene fatto da molte famiglie, ma spesso la produzione è maggiore al fabbisogno familiare e così viene venduto ai vicini, agli amici, raggiungendo anche una distribuzione più vasta, senza nessuna procedura di controllo igienico-sanitario e indubbiamente sottocosto rispetto alla produzione “regolamentata”.

Questa realtà sommersa ha soffocato in parte la produzione autorizzata e in parte ha prodotto nel tempo un danno peggiore, impedendo che i panificatori larianesi si riunissero in un consorzio per ottenere il riconoscimento europeo (I.G.P.).

Con il marchio europeo infatti aumenterebbero moltissimo i controlli sulla produzione e soprattutto l’esportazione del prodotto, sanando al contempo la piaga della produzione abusiva e quella dell’imitazione senza regole né controllo.

Attualmente i panificatori larianesi hanno fatto un enorme passo avanti riunendosi nel COMITATO PROMOTORE PER IL PANE DI LARIANO I.G.P. che li vede insieme per avviare le pratiche per l’ottenimento del marchio di qualità e garanzia!