Storia di Lariano

La cittadina di Lariano ha iniziato il suo sviluppo dagli anni ‘70 del novecento, da quando, ottenuta l’autonomia da Velletri, ha potuto sfruttare a pieno le proprie capacità produttive diventando in breve un centro di rinomata fama regionale. A partire da quegli anni, la popolazione larianese è aumentata in maniera incredibile. Dai primi 4500 abitanti, oggi superiamo gli 11000, ma quel che più stupisce e ci rende orgogliosi è che tale crescita è andata di pari passo con l’incrementare della laboriosità della popolazione che si estrinseca in ogni settore: agricoltura, edilizia, industria, commercio e terziario. Le risorse turistiche naturali sono rilevanti e meritano senza dubbio una visita, soprattutto nell’arco di tempo che va dalla fine della primavera al primo autunno, periodo in cui si concentra il massimo splendore della natura circostante e delle iniziative cittadine, con feste, sagre ed eventi sportivi. Come è noto, le società sportive larianesi si sono imposte ormai all’attenzione nazionale ed internazionale, dando a varie discipline campioni nazionali, olimpionici e mondiali. Ogni anno si organizzano, con l’ausilio dei larianesi “sportivi”, una serie di manifestazioni a livello dilettantistico e professionistico che richiamano l’attenzione e la partecipazione di altri paesi europei. Per gli appassionati di equitazione è possibile usufruire del maneggio in dotazione all’associazione Cavalieri di S. Antonio, sempre disponibili a far vivere agli appassionati di questa nobile disciplina momenti di relax, effettuando salubri passeggiate all’interno del bosco. Inoltre, Lariano è dotata di campi da tennis, da pallavolo, pallacanestro, calcetto, calciotto e di uno stadio. Aspetto peculiare della realtà larianese è la presenza di una miriade di associazioni che testimoniano l’importanza e la partecipazione dei cittadini alla vita sociale ed il loro innato attaccamento al territorio che li porta ad organizzare la vita cittadina attraverso tante iniziative per la collettività. Non sorprende poi che il paese possieda diverse fiorenti e rigogliose attività produttive, a partire da quelle legate al più antico patrimonio e risorsa del territorio: il bosco.

Sulla direttrice che attraversa l’intero centro abitato, la via Ariana, si distribuiscono le varie imprese boschive larianesi, rendendo Lariano uno dei più importanti gangli di settore su scala nazionale. Ma la capacità imprenditoriale dei larianesi non si è fermata allo sfruttamento e alla crescita della filiera legata al bosco; sorgono qua e là in tutta l’area del giovane Comune altre piccole e medie imprese: artigianali, agroalimentari e commerciali. Vetrerie, artigianato del marmo e del gesso, produzione di materiali edili centri di grande import-export di funghi e degli altri prodotti del sottobosco. Per non parlare poi del fiore all’occhiello di Lariano: la ristorazione e la produzione di prodotti tipici tradizionali. Chi di voi, percorrendo la via Ariana non si è mai fermato a Lariano per comprare una pagnotta del rinomato pane nostrano? Esso rappresenta uno dei saperi più antichi e meglio mantenuti della tradizione contadina larianese. Un prodotto dalle caratteristiche uniche e riconoscibili, odore, sapidità e lunga conservabilità giustificano a pieno la sua fama, motivo per il quale le istituzioni locali ed i panificatori si stanno impegnando per l’ottenimento dell’importante riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP). Biscotti, pasta fresca, pizza fatta con lo stesso impasto del pane….tutte specialità che già da sole, valgono una visita a Lariano. Visita sicuramente impreziosita dalle capacità culinarie dei nostri ristoratori, che sapientemente hanno creato una felice sintesi di diverse specialità culinarie, che prendono origine dalla linea giudaico-romana prima e spagnola poi, con una tardiva rivisitazione della cucina ciociara.

A Lariano l’ecologia o la sostenibiltà ambientale e lo sviluppo sostenibile non è solo una questione teorica, infatti la “risorsa natura” è da sempre un elemento importantissimo per il benessere sociale ed individuale degli abitanti. È altresì abbastanza usuale che siano organizzate passeggiate a piedi che si snodano lungo i sentieri attraverso le macchie boschive, in itinerari ricchi di bei paesaggi dove si respira aria pura e si ha la possibilità di entrare a contatto diretto con i resti monumentali del passato romano e medioevale. Da più punti del comune è possibile accedere a percorsi che si inoltrano nel bosco, incontrando ambienti naturali tipici della macchia mediterranea, con scorci di paesaggi belli e rilassanti che risultano assolutamente facili da percorrere anche per i meno attrezzati ed esperti!

E a proposito di tracce del passato, la genesi del toponimo “Lariano” è ricca di storia e di mito. Esso è spesso sballottato da una leggenda all’altra, tra il biblico Noè al culto di Giano, passando quindi per l’affascinante ipotesi del dio Janu portato da Enea (Janu, divinità mesopotamica, poi assimilata dai Latini come Janus, Giano). Nella letteratura moderna si fa cenno sia alla tesi che fa risalire il nome Lariano ai tempi di Noè, quindi dell’ “immaginazione storica” più che storiografica, sia quella che lo fa derivare dal nome dalla famiglia patrizia ARIA. Forse le origini del nome che affascinano di più sono quelle della prima ipotesi, cioè quelle che lo vedono risalire nel passato remoto fino a quando Noè, con la sua arca, giunse alle sponde del Tevere. Si narra che alcuni seguaci (Gianigeni o Gianidi cultori del dio Janu), o forse suoi discendenti, si siano allontanati alla ricerca di nuove terre. Ad essi si fa risalire la colonia che, spingendosi ad est, nella campagna circostante, fondò, sui versanti dell’Artemisio, un primo insediamento abitativo fortificato intorno all’Ara Jani (altare dedicato al dio Giano, a cui essi erano devoti).

Per quanto riguarda la seconda genesi, legata al nome della famiglia Aria, si hanno prove documentarie che essa si stabilì sulla cresta del monte Algido ed ivi edificò un castello (intorno al 328 a.C) che prese il nome di Ariano. Da qui è facilmente intuibile come l’articolo determinativo si sia nel tempo fuso al nome, dando vita all’attuale toponimo del paese, ubicato ai piedi del monte. A suffragare entrambe queste origini onomastiche e quindi origini antiche di Lariano, sul luogo dove sorgeva il Castello, ormai distrutto, è stata ritrovata una affascinante statua di un dio bifronte, dalle due facce, una giovane e l’altra vecchia, che altro non è che la tipica rappresentazione del dio Jano. Una tesi ancora più interessante ed affascinante colloca sulle alture dell’Artemisio l’ubicazione della “mitica” Albalonga, città fondata da Ascanio, figlio di Enea, una volta stabilitosi nel Lazio. Sappiamo che, ultimamente, l’archeologia ufficiale fa coincidere la progenitrice di Roma con l’attuale Castelgandolfo, dopo averla strattonata da un punto all’altro del vulcano laziale. Nel 1996 un gruppo di coraggiosi archeologi del Gruppo di Ricerca Subacquea, ora O.P.E., hanno messo insieme tutti i tasselli di un puzzle che sembrava difficilmente ricomponibile. Riconsiderando tutti gli elementi storiografici, archeologici e cartografici, acquisendo nuove e importanti scoperte (suffragate da abbondanti ritrovamenti archeologici sul monte sovrastante Lariano), questi coraggiosi studiosi sono arrivati alla conclusione che Albalonga era situata sul versante orientale dell’Artemisio, attualmente territorio larianese.

Al di là delle origini, che come per ogni nucleo abitativo antico sono difficili da ritrovare e non nettamente identificabili, la storia di Lariano si svolge attraverso i secoli, spesso narrata e comprovata da solidi riferimenti storiografici ( es. tra i tanti Ovidio, Orazio, Tito Livio, ….ed altri altrettanto autorevoli ma molto più vicini ai nostri giorni come Nibby, Ratti, Tomasetti, Muratori…). Lariano è stata sotto l’Impero Romano uno dei maggiori avamposti della difesa di Roma, e nel Medio Evo, un castello fortificato, dominante tutta la vallata a sud della Città Eterna. A testimonianza della fase romana è accertato il culto verso la dea Diana, alla quale gli antichi dedicarono, tra il folto manto boscoso dell’Artemisio, un tempio ormai scomparso e tre cinte murarie che, costruite in epoche diverse, attestano ancor oggi la passata grandezza. Passeggiando tra i sentieri sul monte Algido, è possibile tuttora incontrare i resti delle Ville Patrizie, servite senza dubbio al popolo per sfuggire all’orda barbarica prima ed araba nei secoli successivi, che invase il basso Lazio. Di questo periodo si narra come Demetrio, figlio di Melosio, ricostruì il Castello, affinché servisse da ultimo baluardo e rifugio di difesa durante le invasioni. Per necessità di spazio accenneremo semplicemente ai momenti del glorioso passato ritenuti più salienti, salteremo tra un secolo e l’altro, sottolineando come i possedimenti di Lariano siano sempre stati motivo di lotte tra potenti famiglie, poiché il territorio della Rocca era ubicato in posizione strategica e funzionale e pertanto fondamentale per le loro mire espansionistiche.

Alle soglie dell’epoca moderna lo Stato Pontificio, che deteneva il possesso della zona del monte Maschio, lasciò che il castello passasse dalla famiglia degli Annibaldi a quella degli Orsini, in alterne vicende, fino a quando la potente famiglia dei Colonna entrò in possesso dell’intera zona. Però ben presto decadde il favore del Papa nei confronti dell’accresciuto potere dei Colonna. Dopo aver lanciato la scomunica nei confronti del nobile casato, lo Stato Pontificio nel 1436 si avvalse delle sue milizie che, integrate da quelle agguerrite veliterne e guidate dallo spregiudicato Paolo Annibaldi della Molara , distrussero la Rocca di Lariano e l’intero abitato circostante. Gli abitanti del castello e del villaggio si trasferirono a Velletri, ma in molti occuparono le verdi pendici del Maschio dando origine all’attuale Lariano, da allora Lariano perse la propria indipendenza. Durante la seconda guerra mondiale il territorio di Lariano ha vissuto il momento più cruento dello svolgersi della guerra; il territorio di tutto il basso Lazio, dai Castelli Romani e l’Agro Pontino è stato conteso dai due schieramenti: da una parte l’esercito tedesco e parte delle truppe regolari italiane e dall’altra l’avanzata americana, da sud, dopo lo smantellamento della linea difensiva Caesar, e da ovest, dal fronte di Anzio. In questo contesto Lariano è stato lo scenario del gesto eroico di un giovane carabiniere, Antonino Fleres ucciso dai nazisti poiché si rifiutò di rivelare le posizioni alleate, permettendo l’avanzata delle truppe americane verso la liberazione di Roma.

Al sacrificio della sua vita solo recentemente è stato riconosciuta la medaglia d’oro al valor civile. Tornando alla storia comunale, dopo alterne e complesse vicende storico-politiche, solo nel 1967 Lariano riconquistò l’autonomia amministrativa, staccandosi da Velletri dando vita così al su menzionato sviluppo della cittadina che oggi venite a visitare.